Si comincia con una nuova rubrica, dedicata alla narrativa, che si intitolerà L'OCA SPENNATA (l'allusione arriva dopo... ma arriva), con questo piccolo testo. Sono sempre stato affascinato dai dilemmi morali e a quanto pare anche i bambini, nel loro piccolo, ne hanno un sacco:
Questa è una storia vera. Questa storia è come un
esperimento scientifico. E come tutte le storie vere ha anche una morale. E
come tutti gli esperimenti scientifici è perfettamente ripetibile. I
protagonisti sono due bambini con un palloncino in mano. Chiameremo per
comodità il bambino A Tony, e il bambino B Bob.
Tony dice a Bob:
«Ehi, perché non proviamo a lasciar andare i
nostri palloncini per vedere cosa succede?».
Bob entusiasta risponde positivamente a questo
invito.
«al mio tre allora li lanciamo…» esorta Tony,
vedendo sempre più l’eccitazione negli occhi di Bob.
«Uno… Due….. e Tre!!!»
E come sempre succede, Bob lascia andare il
palloncino, mentre Tony lo tiene ben stretto a sé.
A quel punto però accade forse qualcosa di
imprevisto. Se Tony credeva di fargliela a Bob e di godersi la sua faccia
delusa e piangente, Bob lo sorprende, esclamando:
«Guarda come è bello il mio palloncino che vola!!»
Tony rimane fregato, perché a quel punto
potrebbe lasciare anche lui il palloncino, per vedere l’effetto che fa. E se invece
Bob lo stesse ingannando? Se lasciasse il palloncino Bob gli rinfaccerebbe il
fatto che adesso nessuno dei due ce l’ha più, e quindi sarebbero pari. La
vendetta sarebbe compiuta. E se invece fosse veramente così bello ridare la
libertà a un palloncino? Tony rimane fregato, immobile, senza sapere che fare.
Bob ha vinto.
Morale: i bambini sono cattivi, su questo non
si discute. E possibilmente evitate di chiamare i vostri figli Tony e Bob.
Leo
domenica 16 febbraio 2014
venerdì 14 febbraio 2014
IL NUOVO HORROR SCORRE NELLA RETE.
A tutti gli adoratori e divoratori di serie tv,novità in
arrivo dalle nuove piattaforme di distribuzione americane. Una di queste,la
NETFLIX,ha iniziato qualche anno fa a distribuire prodotti originali anche on
line, cambiando in modo radicale le consuete regole di visione delle serie tv. La
decisione di rendere disponibile da subito tutti gli episodi di un prodotto, lasciando
piena libertà di visione agli spettatori, si è rivelata un successo fin da
subito. Idea questa abbracciata con gioia da tutti gli appassionati di serie
tv, ritrovatisi a non dover essere più dipendenti da messe in onda cadenzate
settimanalmente o a orari scomodi e sballati. Decisione più che mai funzionale,
soprattutto negli ultimi anni che hanno visto un proliferare di prodotti e
proposte sempre più appetibili e interessanti. Complici di questa tendenza anche
i network americani che si contendono ogni anno l’obbiettivo di fare ascolti
sempre più alti e graditi sui concorrenti. E talvolta saturando così il mercato
delle proposte rendendo arduo a noi, fedeli ricercatori di storie e novità, il
compito di districarsi tra buoni prodotti e ciofeche allucinanti.
In questo spazio vi propongo una serie tv che, a quanto
sembra, può essere un prodotto diverso dagli altri: HEMLOCK GROVE
Prodotta da Eli Roth (amico e pupillo del grande regista
Quentin Tarantino) che ha anche diretto l’episodio pilota, la serie immerge il
consueto menù a base di vampiri e lupi mannari in un brodo di coltura dove il
teen melò viene quasi sacrificato ad una narrazione più matura, sempre a
cavallo tra horror e thriller a tinte oscure. Vi è anche una piccola componente
giallistica che fa da apripista agli episodi successivi, cioè l’improvviso e
brutale omicidio di una studentessa che sembra perpetuato da un animale feroce.
Questo evento scuoterà le fondamenta della piccola immaginaria cittadina
americana Hemlock Grove e dei suoi abitanti, scoperchiando segreti e bugie fino
a quel momento sepolti e dimenticati. La serie punta molto sul contesto umano e
ambientale costruito attorno ai personaggi evidenziando le prove del processo
di maturazione del contesto orrorifico. Un compendio fatto di momenti crudeli e
citazionisti nei confronti di quel caro e vecchio cinema horror. Non ho ancora
avuto modo di guardare l’intera serie,ma dopo aver visto il pilota la mia
curiosità è stata solleticata a dovere. Spero quindi di poter vedere il resto
molto presto; nel frattempo godetevi questo estrapolo di episodio. Mi ha fatto
andare in brodo di giuggiole!!
AAUUUUUHH a tutti
Teo
IERI VS OGGI
Ciao a tutti. Mitici avventurieri del paranormale. Eccoci al
secondo appuntamento di questa piccola rubrica. Il soggetto che vado ad
analizzare oggi è un altro caso di remake di un film horror divenuto non solo
un vero e proprio cult, ma anche soggetto di studio per appassionati e studiosi
di cinema: LA CASA!!
Il film originale uscì nei primi anni 80, ideato e diretto
da un allora giovanissimo e promettente studente di cinema, Sam Raimi.
Girato con pochissimi soldi, e con mezzi spartani, utilizzati
però con un’inventiva divenuta un esempio per gli horror successivi, il film fu
un successo clamoroso e fece scuola per un’intera generazione di ragazzi. Apportò
un cambiamento radicale sia nel modo in cui un horror poteva essere girato con
pochi mezzi a disposizione, sia per gli effetti speciali molto caserecci e
pratici all’epoca ma capaci, ancora oggi, di essere raccapriccianti e
funzionali quanto basta. La Casa lanciò anche la carriera attoriale di Bruce
Campbell, grande amico del regista e interprete memorabile del personaggio
principale di nome Ash; ruolo rimasto cucitogli addosso e interpretato anche
nei due capitoli successivi con goliardica bravura. L’amicizia che lega i due
uomini dura tutt’oggi, anche sul piano professionale, tanto che il regista
infila il suo amico/attore in piccoli camei all’interno dei suoi film.
Sono forse il primo, i miei amici possono confermarlo, che
quando mi giunse la notizia di un remake non stortai solo il naso, ma anche
tutto il resto del corpo (stile ragno umano come nell’esorcista!!!) Poi quando
ti piace tanto qualcosa e vieni a sapere che te la vogliono cambiare o rifare
apriti cielo!
Altro che Maya!!!
E, come un fulmine a ciel sereno, succede l’inaspettato.
Nonostante i suoi difetti, perché ce ne sono comunque, il
remake mi è piaciuto. E anche tanto!!
So che da qui in poi rischio il linciaggio (quello verbale
di sicuro) ma pazienza, mi sto abituando alle pietre.
Dicevo. Difetti la pellicola ne ha (il finale un po’ troppo
esagerato, la fotografia troppo pulita, la regia controllata ecc….), eppure ho
trovato lo spirito e l’atmosfera del film molto fedele a quelli dell’originale
di Raimi. Anche le differenze, sia di storia e svolgimento, sia di personaggi, erano
cambiate e attualizzate secondo alcuni canoni horror moderni; eppure non mi
hanno dato fastidio, anche perché sono sempre dell’idea che se si deve rifare
qualcosa (un film,una canzone) meglio rifarla aggiungendo un tocco personale
piuttosto che realizzare una pallida fotocopia.
Ho adorato che nel remake gli effetti gore fossero
realizzati alla maniera classica e solo in parte aiutati da quelli digitali (a
differenza del remake de LA COSA). La pellicola emana quel filo sottile
inquietante di tensione sia emotiva che psicologica tanto cara agli horror anni
80. L’originale resta sempre migliore per me. Insuperabile nelle atmosfere
malate ed inquietanti; ma consiglio vivamente anche il remake perché riesce a
fare quello che ogni buon horror dovrebbe, cioè spaventare, e lo fa con lo
stile e maniera di una pellicola classica. Il che, oggi come oggi, sembra
un’impresa impossibile per i film di questo genere. E non è poco.
Alla prox
Hippy Ya Yieee
Teo
martedì 11 febbraio 2014
SMETTO QUANDO VOGLIO... PRIMA DI SMETTERE!
Nel weekend appena trascorso è uscito il film Smetto quando voglio. Credo sia inutile proporre qui un'ennesima recensione su questo film divertente, intelligente, stranamente molto curato e chi più ne ha più ne metta. Per chi ancora non l'avesse visto e fosse interessato internet è piena di recensioni (e mi trovo d'accordo pressochè con tutte), ma soprattutto conviene catapultarsi a vederlo. Detto questo, ho buttato un po' l'occhio verso questo regista italiano con un nome di una città australiana e un cognome serpentino, Sidney Sibilia, e ho trovato questo suo cortometraggio. Per far rendere l'idea, qui è concentrata tutta l'ironia che esploderà poi in Smetto quando voglio. Difficilmente volgare (solo quando serve), studiata e a tratti grottesca. Non conviene aspettarsi un cortometraggio di Kubrick o Antonioni, ma per chi ama ridere in modo intelligente è perfetto.
Leo
http://www.youtube.com/watch?v=X7vysFMV3j0
lunedì 10 febbraio 2014
Starry Starry Night.
Uno dei dipinti più famosi di van Gogh, forse
il più famoso in assoluto. Nonostante questo, è interessante notare che ben poco
si conosce dei sentimenti che l’artista stesso nutriva per il suo quadro. Ciò è
dovuto principalmente al fatto che egli lo menziona solo due volte nelle lettere al fratello Theo, e sempre di sfuggita. Anche
questo concorre a creare una sorta di alone di mistero sull’opera, di certo tra
le più frequentemente discusse per quanto riguarda il suo significato e la sua
importanza. Notte stellata è stata
dipinta mentre Vincent si trovava in manicomio a Saint-Rémy e il suo
comportamento era molto imprevedibile in quel periodo, a causa dell'acutezza
dei suoi attacchi.
“Spesso
penso che la notte sia più viva e più riccamente colorata del giorno”
scrive Vincent in una lettera al fratello. Egli con questo dipinto cerca di
rappresentare la vita, quell’angosciosa vita che egli attribuisce alla notte.
Questa meravigliosa opera è stata ed è ancora
oggi di ispirazione a molte poesie e brani musicali.
Qui di seguito trovate il video del brano
musicale di Don McLean Vincent,
tratto dall'album American Pie del 1971,
conosciuta anche come Starry Starry Night,
parole dell'introduzione. La canzone dimostra una profonda ammirazione non solo
ai lavori del pittore, con vari riferimenti nel testo, ma anche all'artista
stesso in quanto uomo.
Un brano commovente e travolgente che ben si
presta a esprimere la magia malinconica di una notte stellata…
Sabri
sabato 8 febbraio 2014
IERI VS OGGI
Ciao a tutti amanti, adoratori, studiosi incalliti di cinema. Partiamo con il mio genere preferito: L'Horror!
Oggi vi propino, ed è la parola giusta, un’idea personale
che mi si è formata nella testa a furia di vedere e rivedere tutti i film
horror che mi capitavano a tiro nel corso degli anni.
Devo dire che ne ho visti davvero tanti, di cui la metà
manco ricordo il nome, talmente erano belli. Quello che segue è un piccolo
esempio di come il cinema horror si sia evoluto, grazie all’avvento della
tecnologia e alle nuove differenze o tendenze che fanno parte delle nostre
abitudini quotidiane e nel nostro modo di vivere la società. In particolare
queste differenze si possono riscontrare tra gli horror di vecchia data e
quelli realizzati nel corso degli ultimi anni.
Per cominciare ho scelto un classico divenuto una pietra
miliare nel suo genere:
LA COSA!!!
Film squisitamente anni 80, girato dal grande John
Carpenter, e già a sua volta remake di un film degli anni 50 “La cosa venuta da
un altro mondo” e tratto da un racconto fantascientifico, “Who goes there”, di
John Campbell degli anni 30.
Quando uscii nelle sale il film fu un flop inaspettato, di
proporzioni bibliche, nonostante gli effetti speciali rivoluzionari per l’epoca
e la colonna sonora inquietante di Ennio Morricone. Un’errore di critica che
bene presto, col tempo, sarà smentito, visto che oggi il film è considerato
inarrivabile e rimane un esempio per gli appassionati e non del genere.
Di seguito vi mostro come la stessa scena, girata in modo
differente e con il supporto della computer grafica, crei un’impatto visivo ed
emotivo completamente diverso l’una dall’altra.
Nonostante il prequel di Matthijs van Heijningen Jr. mi sia
comunque piaciuto, guardando il film mi sono accorto che ricalcava molto, come
atmosfere e progressione della storia, il suo predecessore, ma a livello di
sensazioni l’impatto che ha avuto su di me, non era paragonabile alla versione
di Carpenter, che ho trovato più claustrofobica e viscerale.
E Voi cosa ne pensate?
Guardatevi la scena in entrambe le versioni poi votate la
scena che preferite e se volete, condividete il vostro pensiero.
Alla prossima.
Hippy Ya Yiiee.
Teo
venerdì 7 febbraio 2014
Dolci auguri per posta!!!
Cercate un modo davvero originale per fare gli auguri ai
vostri amici? Con una fetta di torta inviata per posta vi farete senza dubbio
ricordare!!!
L’idea arriva dagli States e in particolare dalla fantasia
di Sandra Denneler ,
appassionata di food e accompagnata nei suoi progetti creativi dal marito Eric.
Sul sito www.sheknows.com i due hanno
creato un tutorial per poter realizzare a casa propria con carta, colla e
vernice spray golose cartoline che sembrano vere e proprie fette di torta dai
gusti più diversi.
Anche da lontano sarà possibile festeggiare insieme. Unica
pecca…le candeline!!! Ma consigliamo di accenderle a debita distanza!
Godetevi l'idea.
Sabri
Sabri

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